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Ministro Minniti in visita a Pisa, a sinistra: “un occasione per entrare nel merito dei provvedimenti securitari di Governo e amministrazione Filippeschi”

Nell’epoca della crisi di rappresentanza politica, la ricerca del consenso molto spesso avviene attraverso la paura, in particolare la paura verso la microcriminalità di strada e verso il degrado che è, ricordiamocelo, umano prima che visivo. Altre paure non sono prese in minima considerazione, dalla assenza di lavoro alla precarietà occupazionale che ormai riguarda le nostre stesse esistenze, dai problemi dell’abitare alla crisi sociale con interminabili liste di attesa per prestazioni sanitarie.

10gennaio 2018 da ‘Sindacato Generale di Base’ e redazione pisana di ‘Lotta Continua’

Con la introduzione del daspo urbano, Pisa non è una città piu’ sicura, inoltre tentare di allontare dal salotto della città gli indigenti è come mettere la polvere sotto il tappeto. La sicurezza ha accezione molto più ampia: va infatti declinata anche in ambito sociale, salariale, economico, sono troppi gli esclusi, i senza casa, i senza lavoro. Invece di affrontare i problemi sociali si tende a criminalizzare gli emarginati. Siamo in assenza di un’analisi della situazione socio-economica che produce condizioni di disagio o condotte considerate indecorose, come quelle dei senza tetto o della piccola delinquenza dettata dalla povertà. 

Queste soggettività vengono  addirittura oggettificate: non sono più persone ma elementi di sporcizia. L’approccio utilizzato per affrontare il problema è tipo securitario e per questo va a colpire solo gli ultimi anelli della catena sociale, spesso tali perchè vittime dello sfruttamento. Il respingimento e la rimozione di queste persone è previsto in luoghi interessati da flussi turistici ed economici. Ed è qui il problema, non si vogliamo affrontare e tantomeno risolvere i problemi sociali, economici che hanno determinato il degrado, si vogliono solo preservare i centri storici ad uso della speculazione, della rendita e della monocultura turistica. Il Ministro Minniti è l’emblema di queste politiche come del resto il sindaco Filippeschi e quei sindaci del Pd che ormai inseguono i sindaci sceriffi della destra di anni fa, attenti solo al raggiungimento degli obiettivi di mandato, a vendere immagini ben diverse dalla realtà. Sono loro ad avere deviato l’attenzione verso quei fantomatici nemici delle città che in realtà  sono spesso i piu’ deboli. Al contrario,  chi specula, chi mura interi palazzi per non affittarli o farli occupare, chi licenzia o delocalizza viene trattato con i guanti bianchi dalle istituzioni.

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