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Nel merito del dibattito su ASA, Cgil: “la società non gestisce solo servizio idrico, ma anche distribuzione gas”

08 maggio 2016 da Zannotti Fabrizio FILCTEM CGIL Livorno

Zannotti Fabrizio FILCTEM CGIL Livorno

acqua asaNegli anni passati abbiamo lanciato segnali di allarme rispetto al ruolo della nostra Provincia nel Risiko dei servizi pubblici locali toscani, ovviamente inascoltati, basta vedere cosa sta avvenendo in questi ultimi mesi in ogni settore.

  • La nostra posizione sul servizio idrico integrato, è quella che l’esito del referendum vada rispettato e quindi occorre prevedere come e in che modo è perseguibile una politica di ripubblicizzazione del servizi idrico, sapendo che questo percorso sarà di difficile realizzazione fino a quando tutti i comuni  dell’Ato5 non diventeranno soci di ASA (alcuni ad oggi non lo sono).
  • Però quando si parla di ASA non si parla solo di Acqua,  infatti  la  società non gestisce solo il servizio idrico integrato, ma anche la distribuzione gas dove operano oggi 68 unità. Mentre  sul servizio idrico la posizione politica è chiara o almeno si conoscono le sensibilità, sul ramo GAS ad oggi non intravediamo una strategia.

Facciamo una domanda: i comuni della provincia vogliono giocare un ruolo all’interno del soggetto gestore futuro oppure vogliono abdicare completamente alla gestione da parte di un soggetto privato?

Crediamo che tutti dovremmo fermarci a riflettere serenamente e in maniera costruttiva  su quale posizione intendiamo avere sui servizi pubblici locali e che tale posizione sia la più condivisa possibile, anche perché noi ribadiamo la nostra simpatia su una Multiutility per la gestione di questi servizi e che comunque i lavoratori, gli utenti e i cittadini devono avere un ruolo attivo sulla dinamica di questi settori.

Ricordiamo a tutti che chi gestirà il servizio idrico gestirà due partite importanti per la città relative anche all’accordo di programma e allo sviluppo del territorio:

  • lo spostamento del depuratore, che libererà tutta l’area ASA alla città,
  • l’acquedotto portuale e gli investimenti necessari per l’acqua industriale e la rete portuale, che creeranno posti di lavoro diretti e indiretti.

Quindi per il bene della città e della provincia crediamo sia necessaria un riflessione seria e importante su quale sia la migliore soluzione possibile senza correre a mettere bandierine ma, lavorando affinché si creino opportunità di sviluppo per il territorio a tutela dei cittadini e dei lavoratori.

 

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