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Piaggio e i sindacati confederali, tra contratti di solidarietà e mobilità volontaria. Niente di nuovo sotto il Sole

In data 16 ottobre la dirigenza Piaggio e i sindacati confederali hanno firmato l’ennesimo accordo relativo all’avvio dei contratti di solidarietà insieme ad una nuova procedura di mobilità volontaria.

19ottobre 2017 da Unione Sindacale di Base, Pontedera  

A differenza dello scorso anno, la trattativa con Piaggio, avviata la scorsa settimana, era partita con alcuni dati positivi. Il calo delle ore di ammortizzatori sociali rispetto all’anno precedente, il pre-accordo con la società cinese Foton, una tiepida ripresa del mercato.  Purtroppo,  a fronte di questo scenario positivo, le altre organizzazioni sindacali (al di là di qualche singolo delegato) non hanno voluto sfruttare l’occasione per portare a casa un accordo sostanzialmente migliore rispetto allo scorso anno. 

Per questo motivo USB, nonostante l’apertura annunciata nei giorni precedenti ma in coerenza con le richieste minime proposte al tavolo, non ha firmato l’accordo.  La dirigenza Piaggio continua ad imporre lunghe fermate produttive. Malgrado le nostre insistenti richieste, ad oggi non sappiamo neanche quali saranno precisamente  i periodi di stop.  La proposta di USB puntava ad un diverso criterio di utilizzo degli ammortizzatori sociali. Una riduzione oraria, già sperimentata in passato, che permettesse a tutti i lavoratori di avere continuità di reddito nell’arco dei 6 mesi di solidarietà. La Piaggio ha invece riproposto il solito schema già sperimentato negli ultimi accordi. Lunghe fermate produttive per poi ripartire in primavera “massacrando” i lavoratori sulle linee per raggiungere i livelli produttivi previsti. Senza contare che, la scorsa estate, Piaggio si è trovata costretta ad assumere circa 40 lavoratori con contratti a termine.

Anche l’aver ottenuto un aumento della quota percentuale di trasformazione da part-time verticale a tempo pieno è una falsa vittoria. L’azienda aveva già annunciato che entro due anni avrebbe trasformato tutti i part-time verticali relativi del 2010. E non potrebbe essere altrimenti, visto che di fatto, i mesi in cui i lavoratori sono a casa vengono coperti con i soldi degli ammortizzatori sociali. Piuttosto sarebbe da capire che fine faranno i lavoratori PTV del 2012. Operai che da anni lavorano solo 7 mesi e non sanno ancora quale sarà il loro futuro. Su questo punto non c’è stata trattativa.

Cosa molto grave è anche non aver previsto, prima e durante gli incontri, neanche un’assemblea con i lavoratori né tantomeno una riunione della RSU. Si continua a portare avanti trattative senza coinvolgere minimamente i diretti interessati. Addirittura FIM, FIOM E UILM, di fronte alle nostre richieste di assemblea, hanno riposto che il mandato era stato loro concesso con il referendum dello scorso anno. Come se il risultato di quella votazione, che vide comunque circa il 40% dei lavoratori contrari, durasse all’infinito. Approccio identico anche per quanto riguarda la votazione sulla scandalosa piattaforma per l’integrativo promossa dai sindacati confederali. Una votazione che non ha neanche sfiorato il quorum e che ha attirato l’interesse del solo 39% dei lavoratori. Al di là dei vari accordi il vero problema in Piaggio è proprio una RSU totalmente sfiduciata. Una RSU che evidentemente non è neanche in grado di trattare nell’interesse dei lavoratori sfruttando le occasioni che la stessa azienda mette sul tavolo. 

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