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Piombino, Aferpi. La Regione garantirà prestiti per materie prima e ripresa produzione

Garanzie anche per le Piccole Medie Imprese

1febbraio 2017 da Walter Fortini

La Regione Toscana si farà garante di Aferpi per l’acquisto delle materie prime necessarie a soddisfare gli ordini che già ci sono.

Lo farà tramite “Toscana Muove”, il suo gestore di strumenti finanziari di cui è capofila Fidi Toscana, finanziaria di cui è socia di maggioranza relativa. Ma la Regione aiuterà anche tutte le Pmi dell’indotto legate alla produzione siderurgica. E’ il modo per far continuare a lavorare i laminatoi ex Lucchini di Piombino e risolvere l’impasse sul capitale circolante che al momento Rebrab, l’imprenditore algerino subentrato nella proprietà e che ha già riassunto i duemila lavoratori gestendoli con la solidarietà, non può aggiungere ai 102 milioni di capitale sociale già sottoscritti.

“La Regione continua a fare la sua parte e con questa delibera facciamo un ulteriore passo in avanti a sostegno del progetto di Aferpi. Aspettiamo adesso il piano industriale di dettaglio, senza cui peraltro i prestiti non potranno essere garantiti” sottolinea il presidente della Toscana, Enrico Rossi. Svolgiamo il nostro ruolo con convinzione, al pari del lavoro di accompagnamento che stiamo conducendo verso la Bei, per una ulteriore linea di credito, e gli impegni, tutti confermati, per l’accesso ai finanziamenti europei del Fesr sugli interventi di innovazione ambientale nelle acciaierie. Certo, mentre lo facciamo, chiediamo anche all’imprenditore di fugare i dubbi presenti sul territorio sia garantendo la continuità lavorativa che facendo partire gli ordini definitivi per il nuovo forno elettrico ed il nuovo laminatoio”.

La garanzia per Aferpi non sarà gratuita ma a pagamento. E al massimo potrà impegnare 20 milioni di risorse regionali: un intervento motivato “in ragione del procedimento pubblicistico che ha condotto all’acquisizione della ex Lucchini e del ruolo specifico assunto da Aferpi nei provvedimenti che riguardano l’area di crisi di Piombino e la sua reindustrializzazione”.

Sarà anche una garanzia parziale: ovviamente una parte del rischio rimarrà in carico alle banche che concederanno il prestito. Ma si tratta di un rischio basso, visto che gli ordini sono già commissionati e le aziende committenti dovrebbero pagare dopo pochi mesi. Inoltre la Regione ha indicato la necessità che si facciano avanti anche i garanti privati, in modo da coprire con garanzie proprie almeno il 30 per cento del complessivo fabbisogno dell’azienda: su linee di finanziamento diverse da quelle assistite dalla garanzia regionale.

Prima il piano industriale

La giunta regionale toscana ha dato ieri il via libera alla delibera, che incarica gli uffici di adottare tutti gli atti necessari per attivare l’intervento. Prima però l’azienda dovrà presentare il piano industriale triennale aggiornato, lo stesso sollecitato dal Ministero allo sviluppo economico nelle scorse settimane. Aferpi dovrà godere di una valutazione di merito creditizio positiva, per escludere che si tratti di impresa in difficoltà finanziaria. La concessione della garanzia è inoltre subordinata agli esiti della due diligence, ovvero un’attenta valutazione, della società rispetto al complesso degli interventi che sono oggetto di confinanziamento regionale, primi fra tutti quelli che si riferiscono all’accordi di programma del 2015.

Garanzie gratuite per le Pmi (Piccole Medie Imprese)

Non solo Aferpi godrà comunque dell’aiuto della Regione per l’accesso al credito. La delibera licenziata dalla giunta toscana prevede infatti anche un fronte riservato alle Pmi, le piccole e medie imprese del territorio nell’ambito sempre del settore siderurgico: per loro la garanzia sarà gratuita.

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